Più donne nei CdA delle banche non quotate: dal 2022 saranno il 33%

Sale dal 20% al 33% la quota di genere nei CdA e negli organismi di controllo delle banche non quotate.
È l’effetto dell’aggiornamento, deciso da Banca d’Italia il 30 giugno scorso, delle Disposizioni di vigilanza per le banche, contenute nella circolare 285/2013.

Nel ridefinire l’assetto del governo delle banche, quotate e non, è stata portata in maniera vincolante la quota di genere al 33% per gli organi con funzione di supervisione strategica (vale a dire i CdA) e di controllo (come collegio sindacale, consiglio di sorveglianza o comitato per il controllo sulla gestione, a seconda del modello di amministrazione e controllo).

L’adeguamento deve essere assicurato non oltre il primo rinnovo integrale dell’organo, effettuato dopo il 1° gennaio 2022, e comunque entro il 30 giugno 2024.
Per le banche di minori dimensioni o complessità operativa, l’adeguamento deve essere assicurato in maniera graduale nella misura di almeno il 20% dei componenti dell’organo non oltre il primo rinnovo integrale dell’organo, effettuato dopo il 1° gennaio 2022, e comunque entro il 30 giugno 2024; per i rinnovi successivi, e comunque non oltre il 30 giugno 2027, anche a queste banche si applica la quota del 33 per cento.

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