La riforma degli Enti del Terzo Settore

Il percorso di riforma, che da oltre 5 anni, sta interessando il mondo degli enti senza scopo di lucro ha portato all’approvazione di nuove disposizioni normative – in primis il D.lgs. 117/17 – che hanno introdotto delle novità di grande rilievo per le organizzazioni non profit.

L’acquisizione della qualifica di “Ente del Terzo settore” che può essere assunta da “le organizzazioni di volontariato, le associazioni di promozione sociale, gli enti filantropici, le imprese sociali, incluse le cooperative sociali, le reti associative, le società di mutuo soccorso, le associazioni, riconosciute o non riconosciute, le fondazioni e gli altri enti di carattere privato diversi dalle società costituiti per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale (…)”, rappresenta uno snodo fondamentale, che impatta sia sui profili civilistici/fiscali che su quelli strategici ed organizzativi.

In particolare, sulla base delle modalità previste dal codice del Terzo settore e dai successivi provvedimenti attuativi, gli enti che vorranno entrare a far parate del nuovo ecosistema degli ETS dovranno per prima cosa adeguare i propri statuti, al fine di inserire le clausole e le disposizioni previste dalla nuova disciplina. Ciò con riferimento ad esempio alla denominazione, alle attività di interesse generale, alle competenze degli organi; vengano inoltre introdotti dei nuovi obblighi in termini di trasparenza ed accountability, questo sia rispetto all’attività di rendicontazione economica e sociale, sia con riferimento ai sistemi di governance e di controllo.

Occorre rilevare inoltre come con la conversione in Legge del D.L.  125/2020, è stata concessa una nuova proroga ad Onlus, Odv e Aps, per l’adeguamento degli statuti al fine di conformarsi alle disposizioni inderogabili introdotte dal codice del Terzo settore, utilizzando le maggioranze “semplificate”, che avranno ora tempo fino al prossimo 31 Marzo.

Una volta modificato lo statuto occorrerà procedere con l’iscrizione all’interno dell’apposita sezione del Registro unico nazionale del Terzo settore (RUNTS), sulla base delle disposizioni previste dal DM n. 106/2020; in particolare mentre per quanto riguarda Odv ed Aps, il decreto ne prevede sostanzialmente la trasmigrazione automatica, il medesimo meccanismo non è applicabile ad esempio alle Onlus, che – a seguito dell’abrogazione della propria disciplina – dovranno decidere se ed in quale sezione del  RUNTS iscriversi.

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Randazzo Roberto

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