La fiscalità degli enti del Terzo settore

Abstract

La fiscalità degli enti del Terzo settore: valutazioni di accesso ai nuovi regimi tributari e alle agevolazioni in base ai modelli organizzativi adottati dagli enti e alle concrete attività svolte.

 

Il Codice del Terzo settore (D.lgs. n. 117/2017 o “CTS”) introduce un quadro normativo organico, superando l’attuale frammentazione legislativa, e reca per la prima volta una definizione di ente non profit, c.d. “ente del Terzo settore” (ETS), cui si ricollegano specifici regimi tributari calibrati secondo il modello organizzativo adottato, vale a dire in base alle concrete modalità con cui gli enti svolgono le attività di interesse generale e le eventuali attività diverse.

La tradizionale accezione del non profit, basata sull’assenza di scopo di lucro quale divieto di distribuzione degli utili, lascia infatti il posto ad una definizione in senso positivo incentrata sulla possibilità da parte dell’ente di attuare una gestione tesa alla realizzazione di un utile che dovrà essere destinato e reinvestito nelle finalità istituzionali di interesse generale.
In sostanza, viene ammessa la possibilità per gli enti di scegliere se svolgere le proprie attività istituzionali secondo schemi esclusivamente erogativi (i.e. svolgendo attività a titolo gratuito o fronte di corrispettivi che non superano i costi effettivi) oppure secondo modelli imprenditoriali in forma d’impresa.

L’inquadramento delle attività e della natura dell’ente secondo i nuovi criteri di commercialità e non commercialità stabiliti dall’art. 79 del CTS assume una rilevanza centrale per tutti gli enti non profit ai fini dell’individuazione dei regimi fiscali applicabili, nonché della sezione del Registro unico nazionale del Terzo settore (RUNTS) ove collocarsi – specie tenuto conto dell’imminente operatività del registro stesso, attesa per aprile di quest’anno (i.e. decorsi 6 mesi dall’emanazione del decreto istitutivo del Registro).
In questa fase transitoria, le prime tipologie di enti chiamati ad effettuare tali valutazioni sono gli enti già iscritti nei relativi registri di settore, ossia Onlus, organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale.
Per questi enti, alcune misure di vantaggio sono già in vigore dal 1^ gennaio 2018 e diverranno applicabili a tutti gli ETS con l’avvio del Registro.
Si tratta delle agevolazioni in materia di imposte indirette e tributi locali, nonché i benefici fiscali a fronte di chi effettua erogazioni liberali in denaro e in natura a favore degli enti stessi.

L’efficacia delle altre disposizioni fiscali è invece subordinata, oltre al momento di effettiva operatività del Registro unico, all’autorizzazione della Commissione europea al fine di accertare la compatibilità dei regimi fiscali con le regole in materia di concorrenza e aiuti fiscali.

Condividi

Condividi

Sepio Gabriele

Interessato alla
Masterclass?

Iscriviti

Potrebbe interessarti anche